EFA studio di architettura

Dialoghi
di Architettura

Emilio Faroldi, Maria Pilar Vettori
Alinea Editrice
Firenze
1995

ABSTRACT
Una lettura del fenomeno architettonico mirata ad evidenziarne con fedeltà e consapevolezza la complessità, non può prescindere dalle “storie” direttamente narrate dai protagonisti e dalle “micro-storie” dei singoli episodi, al fine di coinvolgere in un unico racconto a più voci tutti gli avvenimenti legati al processo progettuale e a quello realizzativo. Scopo primario di questo contributo è restituire l’odierno panorama del fare architettura, con un’ottica che rivolge lo sguardo al passato nell’intento di interpretarne gli sviluppi futuri. In particolare, il lavoro intende esplorare il rapporto che esiste tra l’ambito architettonico e l’ambito specificatamente tecnico, mettendone in luce contemporaneamente complementarietà e conflittualità. Il sapere non è solo conoscenza nota: è un patrimonio dell’anima che rimane per certi versi latente, sino a quando un determinato stimolo non venga a risvegliarne il ricordo. Anche nella disciplina architettonica, il sapere non può essere che il frutto di una continua ricerca, e progettuale e teorica, di un travaglio per mezzo del quale ci si avvicina, pur senza coglierla appieno, a quella verità verso cui l’amore per la filosofia ci sospinge. L’architettura, perciò, più che sofia, sapienza, diventa filo-sofia, cioè amore della sapienza. I Dialoghi di Architettura costituiscono così un’occasione per rintracciare gli approcci metodologici che consentano una rilettura degli avvenimenti dell’architettura attraverso un procedimento di “autoanalisi” da parte di alcuni dei suoi protagonisti. L’indagine parallela della dimensione tecnico-produttiva e di quella linguistico-compositiva consente nuove chiavi interpretative degli strumenti disciplinari di esegesi del progetto, oltre che della sua materializzazione. Questa forma di critica alla critica trova le sue motivazioni proprio nel rifiuto di un taglio di lettura dell’architettura rivolto esclusivamente all’esito. Metodo ed esito vanno considerati come termini inscindibili, seppure il rapporto che li unisce non sia lineare e risulti perciò di difficile esplorazione. E la viva voce di alcuni protagonisti dell’architettura italiana permette in tal senso di riannodare i fili interrotti di un racconto che una divulgazione poco accurata rende sincopato e unilaterale. Operazione difficile, ambiziosa e tuttavia da promuovere. I Dialoghi sollevano tematiche variegate, collegate tra loro da legami sottili all’interno dell’articolato intreccio che si instaura tra ideazione, progettazione e realizzazione dell’architettura, rivelando le differenti modalità sia operative che concettuali, in cui si perviene al prodotto finale. Franco Albini, BBPR, Ludovico B. Belgiojoso, Guido Canella, Aurelio Cortesi, Roberto Gabetti e Aimaro Isola, Ignazio Gardella, Vittorio Gregotti, Vico Magistretti, Enrico Mantero, Paolo Portoghesi, Aldo Rossi, Giuseppe Terragni, Vittoriano Viganò, sono gli autori di questa narrazione.